Sentieri di pace Onlus

Non c’è una strada per la Pace. La PACE è la strada che possiamo tracciare solo percorrendola (Gandhi)

Al termine dell’incontro internazionale promosso il 20 Ottobre a Roma dalla Comunità di Sant’Egidio per la preghiera tra i rappresentanti delle grandi religioni mondiali, Papa Francesco ha lanciato dalla Piazza del Campidoglio un forte messaggio per la Pace.

Convenuti a Roma nello “spirito di Assisi”, spiritualmente uniti ai credenti di tutto il mondo e alle donne e agli uomini di buona volontà, abbiamo pregato gli uni accanto agli altri per implorare su questa nostra terra il dono della pace. Abbiamo ricordato le ferite dell’umanità, abbiamo nel cuore la preghiera silenziosa di tanti sofferenti, troppo spesso senza nome e senza voce. Per questo ci impegniamo a vivere e a proporre solennemente ai responsabili degli Stati e ai cittadini del mondo questo Appello di Pace.
In questa piazza del Campidoglio, poco dopo il più grande conflitto bellico che la storia ricordi, le Nazioni che si erano combattute strinsero un Patto, fondato su un sogno di unità, che si è poi realizzato: l’Europa unita. Oggi, in questo tempo di disorientamento, percossi dalle conseguenze della pandemia di Covid-19, che minaccia la pace aumentando le diseguaglianze e le paure, diciamo con forza: nessuno può salvarsi da solo, nessun popolo, nessuno!
Le guerre e la pace, le pandemie e la cura della salute, la fame e l’accesso al cibo, il riscaldamento globale e la sostenibilità dello sviluppo, gli spostamenti di popolazioni, l’eliminazione del rischio nucleare e la riduzione delle disuguaglianze non riguardano solo le singole nazioni. Lo capiamo meglio oggi, in un mondo pieno di connessioni, ma che spesso smarrisce il senso della fraternità. Siamo sorelle e fratelli, tutti! Preghiamo l’Altissimo che, dopo questo tempo di prova, non ci siano più “gli altri”, ma un grande “noi” ricco di diversità. È tempo di sognare di nuovo con audacia che la pace è possibile, che la pace è necessaria, che un mondo senza guerre non è un’utopia. Per questo vogliamo dire ancora una volta: “Mai più la guerra!”.
Purtroppo, la guerra è tornata a sembrare a molti una via possibile per la soluzione delle controversie internazionali. Non è così. Prima che sia troppo tardi, vogliamo ricordare a tutti che la guerra lascia sempre il mondo peggiore di come l’ha trovato. La guerra è un fallimento della politica e dell’umanità. 
Ci appelliamo ai governanti, perché rifiutino il linguaggio della divisione, supportata spesso da sentimenti di paura e di sfiducia, e non s’intraprendano vie senza ritorno. Guardiamo insieme alle vittime. Ci sono tanti, troppi conflitti ancora aperti. 
Ai responsabili degli Stati diciamo: lavoriamo insieme ad una nuova architettura della pace. Uniamo le forze per la vita, la salute, l’educazione, la pace. È arrivato il momento di utilizzare le risorse impiegate per produrre armi sempre più distruttive, fautrici di morte, per scegliere la vita, curare l’umanità e la nostra casa comune. Non perdiamo tempo! Cominciamo da obiettivi raggiungibili: uniamo già oggi gli sforzi per contenere la diffusione del virus finché non avremo un vaccino che sia idoneo e accessibile a tutti. Questa pandemia ci sta ricordando che siamo sorelle e fratelli di sangue.
A tutti i credenti, alle donne e agli uomini di buona volontà, diciamo: facciamoci con creatività artigiani della pace, costruiamo amicizia sociale, facciamo nostra la cultura del dialogo. Il dialogo leale, perseverante e coraggioso è l’antidoto alla sfiducia, alle divisioni e alla violenza. Il dialogo scioglie in radice le ragioni delle guerre, che distruggono il progetto di fratellanza inscritto nella vocazione della famiglia umana.
Nessuno può sentirsi chiamato fuori. Siamo tutti corresponsabili. Tutti abbiamo bisogno di perdonare e di essere perdonati. Le ingiustizie del mondo e della storia si sanano non con l’odio e la vendetta, ma con il dialogo e il perdono.
Che Dio ispiri questi ideali in tutti noi e questo cammino che facciamo insieme, plasmando i cuori di ognuno e facendoci messaggeri di pace
.

In deciso ritardo, rispetto a quanto avvenuto abitualmente, a causa delle ben note vicende del Coronavirus, viene convocata l’Assemblea dei soci per l’approvazione del bilancio relativo al periodo 1Marzo 2019 – 29 Febbraio 2020.
Tutti i soci sono convocati per

Domenica 18 Ottobre alle ore 16,30 presso il salone dell’Oratorio

Sono state adottate tutte le norme di sicurezza conformi alla vigenti disposizione di legge entrate in vigore a seguito della pandemia.
Alla votazione potranno partecipare i soci in regola con il pagamento della quota annuale: allo scopo, dalle ore 15,30 sarà attivo il servizio di segreteria per il pagamento della quota associativa annuale 2020/2021.
Si allega la comunicazione della convocazione dell’assemblea inviata a tutti i soci iscritti nel precedente anno fiscale.

……….. corrispondente a 2.352,18 € : questa è la cifra che ci è stata assegnata dalle dichiarazioni dei redditi 2018 grazie a 64 contribuenti che lo scorso anno hanno deciso di darci fiducia e di devolvere tale quota delle loro tasse alla nostra Associazione.
E’ una cifra sicuramente modesta ma che, a partire dal 2015, anno in cui Sentieri di Pace è diventata ONLUS e quindi ha avuto accesso a tale contributo, è via via aumentata nel corso degli anni : tale importo rappresenta circa un decimo di quanto la nostra Associazione ha devoluto in opere di beneficenza nell’anno fiscale da poco conclusosi ed è quindi da considerarsi un contributo non trascurabile alla continuità dei progetti che Sentieri di Pace sta sostenendo.
A causa della situazione creatasi con la diffusione del coronavirus ci siamo trovati nella necessità di dover sospendere tante attività alle quali avevamo dato corso negli anni precedenti e che costituivano la fonte di finanziamento dei nostri progetti: ecco allora che questa voce del 5 x 1000 può diventare molto utile per rimediare, almeno parzialmente, alla riduzione di tali fonti e quindi il caldo invito ai nostri soci e simpatizzanti a devolvere tale contributo, in fase di dichiarazione dei redditi, al codice

90036340371

Sollecito quindi ognuno di voi a firmare e ad indicare tale codice nel riquadro ” Scelta per la destinazione del cinque per mille irpef ” del modello ( 730, CUD, UNICO ) che andrete a compilare: a voi non costa nulla in quanto la cifra corrispondente è una quota di imposta obbligatoria calcolata in base al proprio reddito e alla quale lo Stato rinuncia per dare sostegno e ripartirlo fra enti che svolgono attività di impegno sociale.
Non sprechiamo l’opportunità che ci viene data, scegliamo di donarla a SENTIERI DI PACE .
Grazie in anticipo,

Maurizio Ferrari
Presidente

……… a tutti i nostri soci e simpatizzanti giungano i migliori Auguri di una Santa Pasqua.

In questi giorni tragici dominati dal terrore del contagio da coronavirus capita spesso di assistere ad iniziative simboliche di autentica solidarietà e amicizia. E’ risaputo il forte legame che unisce da ben 17 anni la nostra associazione a Sarajevo: la capitale bosniaca è il luogo dove hanno la sede principale le Scuole per l’Europa, scuole multietniche che fin dal 1994 sono sorte in Bosnia per iniziativa della chiesa cattolica e che sono da considerare un autentico laboratorio di pace, quella pace che è stata lacerata dal conflitto che nel periodo 1992- ’95 aveva insanguinato la penisola balcanica. Il monumento simbolo di Sarajevo è la Vijecnica: costruita nel 1892-94 dagli austriaci, ospitava il municipio di Sarajevo.Fu solo al termine della seconda guerra mondiale che divenne “biblioteca nazionale e universitaria della Bosnia Erzegovina”. Il 25 agosto 1992, a cent’anni dalla nascita, divenne uno dei primi obiettivi delle artiglierie dei cetnici serbo-bosniaci per il simbolo che questa struttura rappresentava: i nazionalisti avevano accerchiato la città e la sottoposero ad un pesante bombardamento con proiettili al fosforo che diedero luogo ad un furioso incendio che bruciò tutti i preziosi libri che la biblioteca conteneva.

25 Agosto 1992 – incendio della Biblioteca di Sarajevo

Tra le mura della Vijecnica era custodita – fino a poche settimane prima – l’Haggadah di Sarajevo, il più antico documento ebraico d’Europa, portato dagli ebrei sefarditi cacciati dai pii regnanti di Spagna e accolti in terra turca, nella “città serraglio” fondata da un governatore musulmano. Dopo l’inizio della guerra nell’aprile 1992, l’Haggadah – opera trecentesca, di valore inestimabile – era stata messa al sicuro nel caveau della banca nazionale di Bosnia, così sopravvisse alle fiamme. Non era la prima volta che era stata in pericolo: dopo il 1941 i nazisti diedero la caccia al prezioso documento, prova della presenza dei giudei in Europa. La salvò il capo bibliotecario Dervis Korkut: il funzionario d’origine albanese dal nome musulmano nascose l’Haggadah, la portò sui monti dove fu custodita da un imam in un villaggio della Bosnia rurale, nella modesta bibioteca della sua umile moschea. Oggi l’Haggadah è custodita in una stanza blindata al Museo di Storia, la si vede da uno spioncino (ma al museo d’arte ebraica, nell’antica sinagoga sefardita, se ne può sfogliare una copia). Il bibliotecario Dervis Korkut è considerato da Israele uno dei “giusti”, perché oltre all’Haggadah salvò anche alcuni ebrei sarajevesi.
La Biblioteca era il simbolo principale della convivenza, della città pluralista che da sempre Sarajevo ha rappresentato. Confesso che mi ha commosso la notizia di questa bella iniziativa che in questi giorni ci è venuta dalla Bosnia: le sue città simbolo di Sarajevo e Mostar si sono dipinte di verde, bianco e rosso in segno di vicinanza con l’Italia nel momento della battaglia contro il coronavirus. La Vijecnica, che dopo la ricostruzione è tornata sede del municipio della capitale bosniaca, si è illuminata ieri sera con i colori della bandiera italiana “in segno di sostegno” al nostro Paese, come ha comunicato la municipalità sul suo sito ufficiale. “Il municipio è illuminato con i colori della bandiera italiana, insieme con l’ambasciatore Nicola Minasi abbiano lanciato un messaggio di sostegno a tutti nella lotta contro questa grande sfida”, ha affermato il sindaco di Sarajevo, Abdulah Skaka.

Sarajevo – La Vijecnica illuminata col tricolore

“E’ un segno di solidarietà a tutti gli italiani in questo momento di emergenza, grazie a Sarajevo e alla Bosnia-Erzegovina per l’affetto e la solidarietà”, ha detto l’ambasciatore italiano Minasi in un messaggio-video in italiano e bosniaco diffuso via Twitter. Anche il ponte di Mostar, un altro dei simboli della Bosnia distrutto dalla guerra e poi ricostruito come la Vijecnica, è stato illuminato ieri sera con il tricolore italiano, ha informato l’ambasciata italiana a Sarajevo.

Mostar – il ponte illuminato col tricolore

Grazie amici bosniaci, siete e rimarrete sempre nei nostri cuori!

E’ fin troppo evidente il repentino cambiamento del nostro stile di vita alla luce di quanto sta avvenendo a causa delle recenti disposizioni di igiene pubblica per il coronavirus: quanto sta avvenendo mi induce a pensare come l’uomo, nonostante sia capace di gestire le tecnologie più evolute e sofisticate, si mostri nudo ed indifeso di fronte ad un minuscolo e sconosciuto virus!
Questo drastico cambiamento coinvolge anche la vita associativa di Sentieri di Pace e ci porta ad annullare alcune manifestazioni che avevamo da tempo messo in cantiere: cancellata l’iniziativa del 15 marzo della vendita delle raviole di San Giuseppe, a forte rischio di cancellazione la cena sociale del 18 aprile e la conferenza di Mons. Sudar, vescovo emerito di Sarajevo, che stavamo preparando per la festa di San Giorgio del 27 aprile.
Queste manifestazioni, oltre a mostrare la vitalità della nostra associazione, sono sempre state la fonte di finanziamento dei progetti che da tempo Sentieri di Pace sostiene: la loro cancellazione ci porrà nelle condizioni di ridurre questi finanziamenti che, tanto per citare un dato, nel corso dell’anno fiscale da poco terminato, si sono concretizzati in oltre 23.000 € distribuiti a realtà locali e straniere.
Ci viene quindi richiesto di trovare un qualche rimedio che possa attenuare questo impatto fortemente negativo, che ci consenta  di dare un minimo di continuità ai progetti in corso: da qui il mio sollecito ad ognuno di voi perché ci possiate dare una mano.
Come? 
In questo modo: se non avete altre cause più nobili della nostra, dedicate nella prossima dichiarazione dei redditi il vostro 5 per mille alla nostra associazione indicando nell’apposito riquadro il nostro codice fiscale
90036340371
A voi non costa nulla nel senso che non è un prelievo fiscale aggiuntivo ma è semplicemente una parte delle tasse che pagate comunque e che per vostra manifesta volontà decidete che vengano destinate alla nostra associazione.
Grazie per l’attenzione, l’auspicio è che possiamo riprendere a breve le nostre abitudini e il nostro stile di vita ,un cordiale saluto a voi e ai vostri cari,
Maurizio Ferrari

Dal 5 Marzo al 2 Giugno le Scuderie del Quirinale ospiteranno, in occasione dei 500 anni dalla morte di Raffaello, una importante mostra nella quale verranno esposte 200 opere del celebre pittore urbinate provenienti dai più importanti musei del mondo.
Queste opere comporranno la più spettacolare monografica mai dedicata a Raffaello: mai prima d’ora infatti era stata riunita una tale quantità di opere del pittore di Urbino.
Abbiamo deciso di organizzare una visita a questa importante mostra nella giornata di Mercoledì 25 Marzo, questo il volantino con il programma :

L’iniziativa è, come al solito, aperta a tutti ( Soci, simpatizzanti, amici, amici degli amici …….. ) organizziamo infatti per sabato 18 gennaio una visita alla mostra a Palazzo Ducale di Urbino dedicata a Raffaello, dal titolo ” Raffaello e gli amici di Urbino”. La città di Urbino, sua città natale, in occasione dell’anniversario dei 500 anni della morte, ha deciso infatti di dedicare a Raffaello questa mostra nella quale, oltre a 2 importanti opere che fanno parte della collezione permanente di Palazzo Ducale ( Ritratto di Gentildonna, detta la Muta e Santa Caterina di Alessandria ) , sono esposte la Madonna Conestabile proveniente da San Pietroburgo, la Madonna Colonna da Berlino, altre 2 madonne dalla National Gallery di Londra e numerosi disegni provenienti da vari musei italiani ed esteri.

L’allestimento della mostra si completa con varie opere di Luca Signorelli, del Pinturicchio, del Perugino : dalla Pinacoteca di Brera sono state rese disponibili lo stendardo di Timoteo Viti, collaboratore di Raffaello durante gli anni trascorsi dal Sanzio a Roma e la grande pala di Girolamo Genga.La partenza per Urbino è fissata per le 7,30 di sabato 18 Gennaio ( vedasi programma nel volantino qui allegato ): trascorreremo la mattinata nella visita guidata al borgo e al castello di Gradara 

prima di trasferirci ad Urbino per la successiva visita alla citata mostra.Il ritorno a Osteria Grande è previsto per le ore 19, la quota di partecipazione di 60 € comprende il viaggio in pullman, le visite guidate e i biglietti di ingresso prenotati per Gradara e Palazzo Ducale di Urbino oltre all’assicurazione contro gli infortuni .La caparra confirmatoria è fissata in 20 €, quota che verrà restituita qualora non si raggiungesse un totale di almeno 30 adesioni .Per eventuali informazioni aggiuntive e/o prenotazioni potete fare riferimento al sottoscritto ( 335 7069286 ) o a Eleonora ( 339 8852381 ).Sono aperte le iscrizioni aperte a tutti ( soci, simpatizzanti, amici, amici degli amici……..), vi aspettiamo!!!

A mio giudizio la migliore guida per comprendere il significato della festa di oggi, l’Epifania, è nell’opera di Artemisia Gentileschi, pittrice di scuola caravaggesca: il quadro, proveniente dalla cattedrale di Pozzuoli, è attualmente in mostra al Museo Diocesano di Milano ed è di una bellezza unica.Epifania significa “manifestazione” : il Dio invisibile si mostra a tutti gli uomini che lo cercano, come ai sapienti venuti dalla Persia a Betlemme, che chiamiamo Magi.

Non è vero che l’Epifania tutte le feste porta via: la festa è appena cominciata. E sta nel far fiorire, tutti i giorni, i nostri doni mettendoli al servizio degli altri, anche se questo richiede studio, lotta, impegno, generosità e tanti fallimenti come fu per Artemisia che a 43 anni, 25 anni dopo lo stupro che aveva subito da parte del suo maestro di prospettiva, trova quella serenità interiore che le consente di creare un quadro in cui il dolore è diventato bellezza, la rabbia si è tramutata in gioia, le ferite si sono trasformate in perdono, la sofferenza nel sentimento della pace.Artemisia si identifica con Maria che realizza se stessa condividendo con altri il dono che ha ricevuto: con le mani velate porge Dio al primo dei re Magi che, esterefatto, si butta in ginocchio abbandonando ogni contegno regale. La bocca e gli occhi spalancati danno corpo ad un’anima invasa dallo stupore: il Dio, che neanche la madre osa toccare, lui lo ha tra le mani. E’ finito il tempo della distanza e della paura di Dio ed è iniziato quello della vicinanza e dell’amicizia con Lui. Artemisia riesce a farci vivere l’epifania perché vive la sua, mostrando che la bellezza di ciascuno di noi si realizza nella piena maturazione della nostra vocazione: questo è il divino nell’umano.L’Epifania ci ricorda che una vita si può dire bella solo se migliora il mondo con la propria presenza.In una lettera inviata al suo committente, Artemisia, nel mettere in evidenza il fatto che ai suoi tempi era veramente singolare per una donna cimentarsi nella pittura considerata un’arte per soli maschi, scriveva: ” Il nome di donna fa stare in dubbio finché non si è vista l’opera ma farò vedere a Vostra Signoria cosa sa fare una donna, lei vedrà nei fatti questo talento che mi ha dato Iddio “.Artemisia era sicura di sé perché sapeva che aveva una missione da compiere, benché avesse tutti gli alibi per rinunciare. E noi?
BUONA EPIFANIA A TUTTI VOI E ALLE VOSTRE FAMIGLIE

A tutti i nostri soci e simpatizzanti