A mio giudizio la migliore guida per comprendere il significato della festa di oggi, l’Epifania, è nell’opera di Artemisia Gentileschi, pittrice di scuola caravaggesca: il quadro, proveniente dalla cattedrale di Pozzuoli, è attualmente in mostra al Museo Diocesano di Milano ed è di una bellezza unica.Epifania significa “manifestazione” : il Dio invisibile si mostra a tutti gli uomini che lo cercano, come ai sapienti venuti dalla Persia a Betlemme, che chiamiamo Magi.

Non è vero che l’Epifania tutte le feste porta via: la festa è appena cominciata. E sta nel far fiorire, tutti i giorni, i nostri doni mettendoli al servizio degli altri, anche se questo richiede studio, lotta, impegno, generosità e tanti fallimenti come fu per Artemisia che a 43 anni, 25 anni dopo lo stupro che aveva subito da parte del suo maestro di prospettiva, trova quella serenità interiore che le consente di creare un quadro in cui il dolore è diventato bellezza, la rabbia si è tramutata in gioia, le ferite si sono trasformate in perdono, la sofferenza nel sentimento della pace.Artemisia si identifica con Maria che realizza se stessa condividendo con altri il dono che ha ricevuto: con le mani velate porge Dio al primo dei re Magi che, esterefatto, si butta in ginocchio abbandonando ogni contegno regale. La bocca e gli occhi spalancati danno corpo ad un’anima invasa dallo stupore: il Dio, che neanche la madre osa toccare, lui lo ha tra le mani. E’ finito il tempo della distanza e della paura di Dio ed è iniziato quello della vicinanza e dell’amicizia con Lui. Artemisia riesce a farci vivere l’epifania perché vive la sua, mostrando che la bellezza di ciascuno di noi si realizza nella piena maturazione della nostra vocazione: questo è il divino nell’umano.L’Epifania ci ricorda che una vita si può dire bella solo se migliora il mondo con la propria presenza.In una lettera inviata al suo committente, Artemisia, nel mettere in evidenza il fatto che ai suoi tempi era veramente singolare per una donna cimentarsi nella pittura considerata un’arte per soli maschi, scriveva: ” Il nome di donna fa stare in dubbio finché non si è vista l’opera ma farò vedere a Vostra Signoria cosa sa fare una donna, lei vedrà nei fatti questo talento che mi ha dato Iddio “.Artemisia era sicura di sé perché sapeva che aveva una missione da compiere, benché avesse tutti gli alibi per rinunciare. E noi?
BUONA EPIFANIA A TUTTI VOI E ALLE VOSTRE FAMIGLIE